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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 20 novembre 2018 - 17:14

Quando uno pensa all’Australia cos’è la prima cosa che gli viene in mente?

Esatto, i megacontrolli all’aeroporto! Dove i bagagli degli avventori provenienti da tutto il mondo vengono vivisezionati minuziosamente alla ricerca della più piccola traccia di prodotti che possano essere pericolosi per l’ecosistema australiano.

Sydney – Pyrmont Bridge

Proprio per questo, quando Vlao e Martimarti sono sbarcati a Sydney erano già pronti psicologicamente a subire le angherie della dogana rese celebri da trasmissioni tipo Airport Security.

Scesi cautamente dal volo AirIndia, senza nemmeno fregare la copertina in pile per paura che potesse essere contaminata, i nostri hanno ritirato il bagaglio con circospezione ed hanno diligentemente seguito le indicazioni verso l’uscita.

Dopo aver passato allo scanner digitale il passaporto italiano, dopo aver fissato con sguardo innocente una telecamera per una foto, dopo aver ripetuto in forma elettronica il questionario d’ingresso, Vlao e Martimarti si sono trovati di fronte ad una porta scorrevole che, una volta dischiusasi, ha mostrato anziché il temuto stanzino delle perquisizioni, la corsia preferenziale degli autobus e dei taxi.

In pratica, erano già fuori… in cinque minuti… senza nemmeno aver raccimolato l’ambito timbro su una pagina del passaporto! Pare proprio che sia vero che la televisione è tutta una finzione, oppure è stata la risposta negativa al quesito “hai la tubercolosi” che ha indirizzato Vlao e Martimarti sul canale verde? Chi può dirlo? Magari se capitate in Australia, facciamo un esperimento, provate a dichiararvi tubercolitici e vediamo se la procedura di controllo è la stessa… fateci sapere!

Sydney Harbour Bridge

L’esplorazione di Sydney parte dall’hotel Kirketon sito in uno dei quartieri più suggestivi della città… quello a luci rosse di Kings Cross. Vlao e Martimarti da li si sono mossi a piedi macinando km su km per visitare i luoghi simbolo di Sydney, a cominciare dalla St.Mary Cathedral, dove, a colpirli di più, non sono stati i dipinti o le vetrate colorate, ma la presenza del lettore di carte di credito per effettuare le donazioni sostituto dell’ormai obsolescente raccoglitore di monete, modello salvadanaio.

Percorrendo Marker St. e passando sotto la Sydney Tower Eye i due sono arrivati al Darling Harbour dove subito si sono accaparrati, al primo baracchino utile, il super ticket cumulativo per l’acquario, lo zoo, il museo delle cere, la torre e il mitico Big Bus. Dopo aver speso molte energie per convertire il super ticket negli effettivi biglietti, obiettivo raggiunto solo grazie all’aiuto di una gentilissima emigrata italiana, i due si sono focalizzati nel soddisfare i bisogni primari, capatina al bagno sotto il ponte (ampio, pulito e dyson-munito); hamburgherazzo (massiccio, saporito e bello insalsito) e poltrita al parco (rilassante, rigenerante e jet lag recuperante).

Ricaricate un po’ le batterie, nel pomeriggio c’è tempo per il Sealife, il Wildlife e il museo delle cere di Madame Tusseau. Vlao e Martimarti hanno così modo di vedere da vicino pesci, animali e personaggi che durante il viaggio potrebbero avvistare in mare, come gli squali, nell’outback, come i canguri, o più semplicemente per strada, come Mel Gibson.

Surfista a Bondi Beach

Il giorno dopo il cielo nuvoloso accoglie Vlao e Martimarti a Bondi Beach, o meglio Bondai beach, patria dei surfisti sydneiani che, nonostante il clima non sia dei più estivi, non rinunciano a cavalcare qualche onda. I nostri percorrono la lunga passeggiata che costeggia l’oceano divertendosi ad avvistare le balene all’orizzonte e, infine, raggiungono il mitico bar sulla piscina a bordo mare dove si giocano uno dei regali della lista nozze, l’agognato aperitivo a Bondi Beach.

Una volta entrati e depredati della carta di credito, Vlao e Martimarti si sono accomodati ed hanno sorseggiato uno delizioso Spriz Campari accompagnato da costosissime noccioline, rese squisite dalla vista mozzafiato sulla baia.

Giunta l’ora di salutare la Sydney balneare il Big Bus li riporta in pieno centro attraversando apprezzabili quartieri residenziali. Per concludere la giornata non c’è di meglio che la crociera in traghetto pubblico da Pyrmont Bay a Circular Quay che regala un stupenda veduta del Sydney Harbour Bridge e dell’Opera House, vista che sarebbe ancora più bella se solo non iniziasse a piovere.

Per consolarsi dalla parziale delusione Vlao e Martimarti decidono di giocarsi un altro regalo della lista, una delle diverse cene romantiche viene passata spolpando uno squisito stinco in un raffinato locale trovato grazie all’infallibile Tripadvisor.

AUSTRALIA 2018

Indice

Pt.1 Airport Security e le attrattive di Sydney Sei qui
Pt.2 Dal fish market alla barriera corallina link
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Categorie: novità, sciapate, viaggi

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