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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 7 Maggio 2019 - 14:18

Ad Alice Spring Vlao e Martimarti cambiano compagni, ma non cambiano stile di viaggio, anzi…

Alba all’Ayers Rock o meglio Uluru

La nuova guida è un pazzo scatenato che sveglia la ciurma alle 5 di mattina a suon di rock and roll, che cucina sulla brace code di canguro, e che inchioda per strada se vede una bella lucertola da fotografare. Tutto questo rende il soggiorno ancor più interessante non bastassero i paesaggi super spettacolari che regalano Uluru e Kata Tjuta.

Tra trekking, albe e tramonti Vlao e Martimarti portano la loro batteria a livelli di guardia e quando vengono scaricati all’aeroporto di Ayers Rock non vedono l’ora di godersi 4 belle ore di volo per riprendere un po’ di forza. La fase “adventure” del viaggio è ormai giunta al termine, a Melbourne li attende la Hyunday Accent, bianca e orribile come quella di Cairns, ma prima di partire on the road ci sta bene un po’ di città, ideale per soddisfare la sete di souvenir di Martimarti.

Melbourne, con i suoi grattaceli che si rispecchiano sull’acqua, rappresenta un grande stacco rispetto al red center appena lasciatoLa camera vip dell’hotel riporta alla mente il lusso della prima parte del viaggio e permette di lasciarsi alle spalle l’esperimento swag, bello per carità, ma da assumere in piccole dosi.

Melbourne by night

Il centro città è pieno di locali e ristoranti la maggior parte dei quali di matrice asiatica. Qui  cinesi, coreani, vietnamiti sono in maggioranza, ma Vlao e Martimarti si fanno abbindolare dal menù di un ristorante italiano talmente convincente da non contenere nemmeno un errore ortografico. Seguendo il consiglio del cameriere nero di Bassano del Grappa i due scelgono la pizza pomodoro, mozzarella e prosciutto San Daniele… ma che bontà, sembra di stare sotto al Vesuvio!

La prima gita fuori porta è dedicata alla penisola di Phillip Island per raggiungere la quale non può mancare uno stop al molo di St.Kilda dove gustarsi un mega fish&cips con skyline della città come sfondo. Un’altra piccola sosta digestiva ai capanni colorati di Brighton beach e poi via verso Phillip Island sede del famoso circuito della Moto gp e soprattutto della famigerata Penguin Parade.

Qui sembra di stare in Irlanda se non fosse per i canguri che pascolano liberi al posto delle pecore e per i pinguini che nidificano.

I casottini colorati di Brighton Beach

A proposito di pinguini, un cartello fa il countdown per la loro apparizione, sembra che alle 19:35 arrivino direttamente dall’oceano di ritorno da una dura giornata di pesca. Tutti si assiepano nelle apposite gradinate in attesa dell’ora X. Vlao e Martimarti sono un po’ titubanti di fronte a questo show che sembra un po’ artificiale ma, dato che ormai ci sono, passano il tempo di attesa sgranocchiando le noci di macadamia acquistate preventivamente, a peso d’oro, al mercato.

Precisi come treni giapponesi, allo scoccare dell’ora fatidica ecco comparire i primi pinguini, lasciati sulla spiaggia dalle onde. Uno, poi due e tre, quattro, cinque e sei. Appena si forma un gruppetto, si coalizzano, prendono coraggio e cominciano a correre sulla spiaggia dribblano i gabbiani per arrampicarsi sulle rupi a fianco delle gradinate! Il tifo per loro è unanime e le loro corse impazzite strappano sorrisi a grandi e piccini.

E’ ormai notte quando Vlao e Martimarti lasciano gli spalti per tornare a Melbourne, i pinguini sono salvi e l’indomani c’è da ripartire verso una delle mete più rinomate d’Australia… i mitici dodici apostoli.

AUSTRALIA 2018

Indice

Pt.1 Airport Security e le attrattive di Sydney link
Pt.2 Dal fish market alla barriera corallina link
Pt.3 Coccodrilli, casuari e corciere Vip link
Pt.4 Territori del nord, swag e crazy animals link
Pt.5 Red Center, Melbourne e la penguin parade Sei qui
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Categorie: novità, sciapate, viaggi

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