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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 26 dicembre 2013 - 17:02
E’ passato il Natale ed è ora di classifiche… come ormai da tempo immemore Vlao ed i suoi amici indie Danske (ecco la Danskechart ’13Danco (ecco la Dancochart ’13) si divertono a mettere in fila i 10 dischi più importanti dell’anno in chiusura. Un fantastico spunto per confrontare i rispettivi gusti, magari fare qualche scoperta e soprattutto denigrare le altrui scelte.

Vlao quest’anno sembra sia il primo a sbilanciarsi e, mentre scrive, muore dalla voglia di vedere la top ten degli altri per verificare se ci siano o meno margini per organizzare qualche trasferta concertistica. Chiaramente tutto parte da un postulato… per vedere l’afro degli Arcade Fire Danco dovrà dimenticarsi dell’Alfaametano.

Ma bando alle ciance, andiamo al sodo… ecco a voi la Top of the Rock edizione 2013 che va ad aggiungersi alle vecchie list targate 200720082009201020112012 nella scia del bel vizietto che Vlao si porta dietro da un po’ di tempo…

Istruzioni per l’uso (visto che ci ho messo ore a mettere tutti i link) se cliccate sulle copertine o sul titolo dei dischi andate direttamente alle rispettive recensioni fatte su Ondarock (il mio sito di riferimento), se cliccate sui nomi degli artisti andate sulla loro biografia (se esistente), se infine cliccate sulla canzone in coda ai commenti potete vederne un video. Grazie per l’attenzione!

1. These New Puritans – Fields of Reeds

Senza ombra di dubbio è questo il Vlaodisco dell’anno. Antenne dritte al primo ascolto di V (Island Song), una traccia di 9 minuti di quelle che piacciono a Vlao. Complessa e arcana. Tranquilla e coinvolgente. Poi tutto il resto, con qualche “riempitivo” che però, preso come parte del contesto, non può sminuire questo album. Adesso toccherà approfondire il passato dei puritani, dato che gli altri due dischi erano passati, forse colpevolmente, inosservati. These New Puritans – V (Island Song)

2. Mogwai – Les Revenants

Dopo la novità ecco la conferma, un classico delle classifiche di Vlao. Dopo la vittoria nel 2008 e il nono sottovalutato posto del 2011 ecco un altro podio per i Mogwai. Questi ragazzi non sbagliano un colpo. Sta volta variano sul tema, stessi ingredienti, ma niente esplosioni post rock. Il disco è la colonna sonora della serie francese Les Revenants che attendiamo con ansia in Italia. Nel frattempo godiamoci la musica… è dai tempi di Eddie Vedder ed Into the Wild che una colonna sonora non va in classifica! Mogwai – Hungry Face

  3. James Blake – Overgrown

Con la scoperta ritardata del suo omonimo LP Vlao aveva intuito che il ragazzo prometteva bene. La sua voce particolare è di quelle che non passano inosservate. Questo nuovo lavoro, con due brani da brivido (Overgrown e Retrograde) si merita senza dubbio il podio. Peccato per qualche passaggio a vuoto che non rendono il disco ottimo per tutta la sua durata. Rimaniamo fiduciosi che il prossimo possa essere perfetto. James Blake – Retrograde

   4. Daughter – If you Leave

In realtà se di novità dobbiamo parlare è questa quella assoluta. Primo disco per i londinesi Daughter e primo centro. Vi consiglio di guardarvi il filmato del live alla radio KEXP (link) che, come al solito, ha l’occhio particolarmente lungo per individuare gli artisti più promettenti. Che dite? Come fate a rimanere insensibili??? Danco questi sono per te. Daughter – Youth

   5. Eluvium –  Nightmare Ending 

Gli Eluvium a dir la verità sono una scoperta di Leorol che è solito viaggiare in macchina con i finestrini aperti e il tellurico Talk Amongst the Trees a tutto volume. A parte gli scherzi, Vlao ancora si chiede come faccia Leorol a non finire addormentato in un fosso cullato da queste note. Comunque devo dire che assunti con moderazione e al sicuro su di un comodo divano… hanno il loro perchè! Eluvium – Don’t Get Any Closer

   6. The Flaming Lips – The Terror 

Con la loro ultima fatica si erano meritati la vetta della Top of the Rock 2009. Embryonic senz’altro era su di un altro livello, questo per loro potrebbe essere un lavoro minore, ma sempre e comunque di qualità superiore alla maggioranza delle produzioni dell’anno. Chissà se con la scusa del nuovo disco non decidano di ripassare in Italia, il loro concerto è stato senza dubbio uno dei migliori a cui Vlao abbia assistito… anche Danske lo può confermare… non è vero? The Flaming Lips – The Terror

   7. Sigur Ros – Kveikur

Erano in quattro e son rimasti in tre… con l’abbandono del tastierista Kjartan era chiaro che qualcosa sarebbe cambiato e qualcosa si sarebbe perso. Vedremo se questo Kveikur rappresenterà una vera e propria svolta verso un rock più elettrico ed elettronico o sarà solo una escursione fuori dal seminato come lo è stato Valtari verso la musica “ambient”. Certo è che Agaetis Byrjun, parentesi e Takk… sono altra cosa. Sigur Ros – Isjaki

   8. Moby – Innocents

A volte ritornano. Moby ve lo ricordate? Play (1999) è stato un disco così saccheggiato per pubblicità e colonne sonore che lo conoscerete sicuramente anche senza averlo mai ascoltato. Anche Vlao ha la stessa preparazione sul cantante/compositore newyorkese e solo per curiosità si è buttato nell’ascolto di quest’ultimo Innocents. Un ottimo lavoro che riporta Moby ai vecchi fasti anche grazie ad importanti collaborazioni del calibro di Wayne Coyne Mark LaneganMoby – A Case for Shame

   9. Bill Callahan –  Dream River

Anche qui Vlao arriva tardi, se è vero che il primo disco di Bill Callahan a nome Smog è del 1990! Di acqua ne è passata sotto i ponti e probabilmente l’esordio non ha niente a che fare con quello che il cantautore offre adesso. C’è tempo per recuperare. Poi vi sapremo dire… Bill Callahan – Small Plane

   10. Arctic Monkeys –  AM

Per Vlao gli Arctic Monkeys erano in quel mucchio di gruppi che non facevano per lui. Come Strokes, Libertines, Franz Ferdinand non li aveva mai degnati di un ascolto approfondito. Poi a seguito delle recensioni positive ha provato con questo AM. L’inizio bomba con Do I Wanna Know? gli ha fatto spalancare gli occhi. Peccato che il disco non è tutto così, altrimenti l’avrebbe messo molto più su. Arctic Monkeys – Do I Wanna Know?

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10 commenti

  1. Carlo scrive:

    Ne conoscessi uno che sia uno ….ma manco per sentito dire ……ho provato a sentire qualche pezzo di quelli consigliati …..beh , sono irrimediabilmente OUT ! Dopo 3-4 approcci , sono tornato veloce agli Who e al rassicurante Who’s next , mandato per intero ! Amen !

  2. Leorol scrive:

    Intanto per adesso svegliati tu e metti a posto il video di “Don’t Get Any Closer”.. cliccandoci sopra esce un altro brano: Home Again di Michael Kiwanuka (che non è poi per niente male).
    Per il resto apprezzo sempre la tua continua ricerca di “novità musicali”, anche se alcune sono un pò dure da digerire.. ma a volte bisogna saper fare a meno di dare ascolto solo all’orecchio.. 🙂

  3. Vlao scrive:

    @leorol: Ops… Kiwanuka era dell’anno scorso! Corretto il link anche se il video in realtà non esiste.

    @carlo: apprezzo il tentativo 🙂

  4. danco scrive:

    ci stiamo perdendo brus… quest’anno non avremo davvero nulla in comune.

  5. danske scrive:

    ma come!?!?! i nuovi puritani al vertice?!!?!? io pensavo gli avresti dato un posticino in bassa classifica, tanto per…

    cmq ci dev’essere un errore perché non vedo gli ARCADE FIRE ….ahahahahahahahadancomerda

  6. danco scrive:

    per me gli errori sono più di uno…
    bufalo e te? sei ancora latitante!

  7. Vlao scrive:

    Tzè errori… senti chi parla… correggi l’h in “dischi che anno scandito” e poi mi degno di commentare la tua classifica…

    Comunque per la cronaca Puritani disco dell’anno anche per Ondarock!

  8. danco scrive:

    sono pronto. infierisci!
    ma allinearti ad ondarock non ti salverà.

  9. Vlao scrive:

    E’ Ondarock che si è allineata a me! Io l’ho fatta prima!

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