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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 16 febbraio 2010 - 16:42
Nonostante le avverse condizioni metereologiche, che prevedevano neve forte sul tragitto AN-FI, io, Greg, Nico e Elis decidiamo di partire incuranti del pericolo e, con l’ausilio dello Scatolò e grazie all’intercessione di Mr. Plow, riusciamo a giungere a destinazione in perfetta tabella di marcia.

Ad attenderci troviamo D’Artagnan Bartelt pigiamato che subito ci rifocilla dal viaggio a suon di tegolini e champagne, e dopo essersi prodigato nell’organizzare la serata per le ragazze, ci conduce ad Empoli in assetto da espugnamento.
Passa giusto il tempo di ingurgitare tre gnocchi e di salutare Baletta che ci ritroviamo catapultati tra la movida americana fiorentina. Temperature rasentanti lo zero assoluto ci costringono ad un lungo peregrinaggio tra i peggiori bar di Caracas trapiantati a Firenze e, pur di dimenticare la sconfitta, non troviamo modo migliore che cantare treazero sulle note di With or Whitout You….

La mattina seguente Bartelt ci dà tutta l’energia necessaria per affrontare bene la giornata. 
Latte e nesquik (che tazze ragazzi…), mezza confezione di rigoli a testa e per i più prestanti un tegolino e uno yogourt.
Accumulato il fabbisogno calorico degno di un orso uscito dal letargo, siamo pronti a visitare la città dando carta bianca al nostro amico cicerone.
Una capatina al Cupolone, un salto dal Devid, quello vero, un lampredotto per i più intraprendenti o una tagliatella per andare sul sicuro… l’old bridgepiazza signoria, palazzo pitti, san miniato e siamo pronti per la cena.

Tappa di trasferimento a Panzano in Chianti alla casa del macellaio dove ci attende un menu di solociccia arrosto, in insalata, in umido con tanto di ramerino in culo.
Chiuso il cerchio con un tris di digestivi dell’Esercito Italiano torniamo a casa in condizioni che non permettono il quieto dormire. I più intraprendenti azzardano così una scarrozzata nei zero gradi del centro seguendo i tortuosi tracciati della sera precedente…

Il mattino seguente, dopo il latte, il nesquik, i rigoli, il tegolino e lo yogourt, sulle note di un canto gregoriano, reminescenza di san miniato, siamo pronti a fare l’ultimo giro per Firenze non tralasciando una tappa culturare alla sinagoga e una schiacciata con finocchiona e melanzane piccanti, o presunte tali, in un locale caratteristico della zona.
Alle tre piem siamo pronti a tornare a casa… lasciamo malinconicamente Bartelt al suo destino… prendiamo lo Scatolò, attraversiamo l’Appennino e ritorniamo alla nostra routine quotidiana…

Si cominciava a dubitare che fosse vero… visto mai che quello fa tanto la vittima e invece conta gli spicci alla filiale Tuscan Bank di Falconara Alta???
E invece no… signori… Bartelt non mentiva… ma possiamo comunque dirvi… che alla fine… non sta poi così male… nella sua casa da guelfo nel pieno centro di Firenze… fa il signore… anche se il ricordo dell’API, di Falconara e dei suoi abitanti gli fa uscire sempre una lacrimuccia

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Categorie: all, cenozze, sciapate, viaggi

2 commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Bartelt: – Mosche + Baffo!

    danco

  1. […] altre piccole cose che lasciano un buon ricordo del 2010 come il weekend a Firenze (12/14 Febbraio 2010) o il torrentismo (Forra di Rio […]

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