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Vlao il 9 Aprile 2019 - 14:02

Dopo una lunga attesa, finalmente ecco a voi il riassunto alfabetico del nostro breve viaggetto in Belgio, 21 lettere per esprimere quello che ci hanno lasciato questi 7 giorni in giro per il paradiso dei birraioli.

 

IL BELGIO DALLA A ALLA ZETA

 

L’Atomium

A come Atomium monumento simbolo dell’Expo del ’58 che regala ancora oggi quel retrogusto spaziale tanto anni 60.

B come Bicchieri, da birra, bellissimi e uno diverso dall’altro, che solo grazie all’opera persuasiva di Mr.Linux non sono stati oggetto di razzia, se non rigorosamente a pagamento…

C come Cioccolata prodotto tipico del Belgio insieme alle birre e alle patatine take away. Ogni tre negozi uno vende praline, come confermato dalle casette calamita per i turisti.

D come Delirium, famoso pub di Bruxelles, che serve 2.400 birre riportate su un papier simile al catalogo dell’Ikea.

E come Ecologica, come la scelta di spargere per le città monopattini elettrici, ideali per spostarsi rapidamente da un posto all’altro, ma sempre con la speranza di non incontrare una salita…

Dinant

F come Fame, ovvero colei che dettava i tempi del programma giornaliero, a partire dall’abbuffata a colazione, passando per il pranzo rigorosamente seduti, per la birretta con stuzzichino del pomeriggio, per la cena fino a concludere il tutto con il dolcetto serale.

G come Gastronomia con i piatti tipici assaggiati che variano dalle cozze, patate e birra fino alla mitica mitraillette ingurgitata con coraggio da Martimarti in un locale etnico delle banlieue di Bruxelles.

H come Hotel, in particolare gli Ibis, main sponsor del viaggio, di cui ci siamo spesso serviti, quasi sempre in versione Blu (budget), ma anche con qualche sgarro di colore Rosso;

I come Imbevibile, la pregiata qualità di birra chiamata Lambic, paragonabile ad un incrocio tra vino e birra del quale i nostri hanno fatto fatica anche a finire l’assaggio;

Bruxelles – La Grand Place

L come Lapin, ovvero coniglio, come il piatto preferito da Vlao o come il souvenir cioccolatoso made by Pierre Marcolini che ci è stato tra i piedi per tutto il viaggio.

M come Monsieur, o meglio Corque Monsieur come i toast che ci sparavamo in accompagno alle impegnative degustazioni di birra.

➡ N come Noleggio, la nostra Scenic full optional ci ha viziato con tanto di parcheggio assistito, una chicca che manda in visibilio Vlao ogniqualvolta parcheggia in retromarcia con mani alte sul volante.

➡ O come Ombrello immancabilmente a portata di mano nelle nostre lunghe passeggiate sotto la pioggia.

➡ P come Piscia, quella che fa la statua del Manneken-Pis diventato famoso in Italia come testimonial della pubblicità del Prostamol.  

Bruges

Q come…. questa è proprio difficile… la salto.

➡ R come Ridicola, riferita all’usanza di mettere il sigillo antitaccheggio sui bicchieri della birra, ma per chi ci avete preso?

➡ S come gli immancabili Selfie, sta volta senza lo scattascatta di Mrs.Postamat, ma con una Martimarti in grande spolvero per la gioia di quel timidone di Mr.Linux

➡ T come Trappiste, le birre prodotte dai monaci da non confondere con le semplici e commerciali birre d’abazia.

➡ U come Unico, come il bicchiere di Orval rubato l’ultima sera… l’eccezione che conferma la regola.

➡ V come Variabile, che altro dire del tempo primaverile da queste parti?

➡ Z come Zaventem l’aeroporto di Bruxelles per i saluti con i milanesi prima dell’ultimo parcheggio assistito a Charleroi che ha chiuso la nostra “settimana alternativa“.

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Categorie: sciapate, viaggi

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