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Ora Vlao abita qui

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Il nostro gruppo è iperattivo e, anziché fare il classico giro delle Quebradas a bordo delle jeep, decide di visitare la zona intorno a Tupiza con mezzi alternativi.

La nostra Patrol alle prese con le Quebradas di Tupiza

La nostra Patrol alle prese con le Quebradas di Tupiza

Ideale è, in questo senso, il famigerato Triathlon, che da queste parti comprende jeep, cavallo e bicicletta, ed è, di gran lunga, il miglior modo per godersi i suggestivi canyon “western” della zona.

Dopo un prima parte dove ci godiamo i diversi siti spostandoci su quattro ruote, passiamo senza battere ciglio alle quattro zampe dei nostri cavalli. Vestiti da perfetti cowboy saltiamo in sella emulando le scene viste nei film di Sergio Leone.

Ben tre ore di cavalcata abbiamo in menu e, data la nostra esperienza pari a zero, questa idea potrebbe trasformarsi facilmente in un incuboMartimarti inizia subito con brio, il suo irrequieto equino parte subito a razzo. Dopo un primo momento di panico totale però la cowgirl, non si sa in che modo, riporta all’ordine il quadrupede e miracolosamente si accoda agli altri.

Per fortuna, da lì in poi, a tirare il gruppo ci finisce Piero che, con il suo ronzino, mantiene una velocità costante al limite del soporifero che azzera le fughe involontarie. 

Tutti in fila indiana

Tutti in fila indiana

Attraversando scenari degni di uno spaghetti western procediamo guardinghi in attesa di un’imboscata degli indiani.

I nostri cappelli a falda larga, oltre a darci un piglio professionale, ci proteggono dal sole a piombo che, però, ci ustiona inesorabilmente mani e avambracci. Ci arrampichiamo su qualche cresta per avere una migliore visuale, ma nessun pellerossa sembra esserci all’orizzonte.

Completiamo la nostra ronda e ritorniamo al posto di partenza dopo di che, con le jepp cariche delle nostre biciclette, ci arrampichiamo su per una lunga salita sterrata che percorreremo in discesa su due ruote.

Superiamo alla grande questa che può essere definita la vera prova del nove in previsione della Carretera de la muerte che ci toccherà a fine viaggio. Nonostante i nostri mezzi non siano proprio di prima categoria, nessuno ha difficoltà ad arrivare all’arrivo fissato davanti al nostro hostal, che riconosciamo dal caratteristico chiostro trasformato in lavanderia che, con tutti quei panni stesi, fa tanto Napoli.

Per cena ci aspetta il pork on the cross tipica pietanza boliviana che consiste in un porceddu intero cotto alla brace per ore ed ore. Il risultato è squisito, ma data anche la giornata impegnativa non tutti sono sazi a dovere e, capitanati da “pozzosenzafondoIl Canno, nel dopocena ci trasferiamo alla pizzeria Milano dove possiamo gustare fantastiche speedypizza margherita e brindare con sontuose spremute di frutta al recupero dei bagagli dei milanesi.

La mitica Ciudad de Roma

La mitica Ciudad de Roma

Il giorno dopo siamo pronti a partire per il tour “lagunas y salares”. Facciamo conoscenza con i driver e le cuciniere che ci assisteranno per i prossimi giorni e ci imbarchiamo sulle nostre 4×4.

Prima tappa è la cosiddetta Ciudad de Roma che raggiungiamo percorrendo una lunga pista sterrata. Arrivati al belvedere facciamo una piccola camminata combattendo contro il vento gelido che sferza sulle rocce e che raffredda il radiatore della Patrol che fuma già dopo la prima ripida salita.

Riusciamo ad avvicinarci un po’ alla formazione rocciosa che, con un po’ di immaginazione dovrebbe riportare alla mente San Pietro e lo skyline romano, teoria immediatamente smentita col la tipica caustica acidità dal parmense, romano di adozione, Nicsnics

Rinfreddoliti, il giusto che basta, torniamo indietro per prendere posto nelle camere multiple dell’hospedaje basico che ci proteggerà per la notte. Dopo esserci gustati la cena al calduccio, passiamo la serata facendo giochi di società tipo Lupi e Contadini condotto egregiamente da MasterAle che, aprendo e chiudendo gli occhi alla gente, fa si che quando è di nuovo giorno… muoia inesorabilmente una persona.

Le indagini per smascherare i lupi sono complicate, un po’ perché non capiamo bene il meccanismo del gioco, un po’ perché per qualcuno non è facile ricordarsi i nomi, l’apice si raggiunge quando Martimarti accusa più volte Paolo mentre lo stesso giace a letto da ore con i sintomi del soroche

Andiamo a dormire salutando il radiatore della jeep che giace smontato nella fontanella in cui ci laviamo i denti… speriamo che per domani sia in grado di tornare a fare il suo sporco lavoro… 

BOLIVIA CILE 2017

Indice

Episodio 1 La lunga rotta verso Sucre e le miniere di Potosì link
Episodio 2 Le quebradas di Tupiza e la Ciudad de Roma Sei qui
Episodio 3 Le prime lagune e la frontiera cilena link
Episodio 4 San Pedro de Atacama e l’altopiano boliviano link
Episodio 5 La laguna negra e Italia-Bolivia 7-6 link
Episodio 6 Il Salar de Uyuni e il vulcano Tunupa link
Episodio 7 Addio jeep, in pullman verso La Paz e Titicaca link
Episodio 8 Alieni a Tiwanaku e la Carretera de la Muerte link
 Extra  Foto Album  link

La meta sta volta l’ha scelta Vlao, dopo aver visitato paesi turistici, come Thailandia e Maldive, aveva proprio voglia di visitare una zona dove non ci fosse troppa gente. Niente città, niente siti storici, niente stranieri, niente di niente. Solo natura, panorami, ampi spazi e colori.

Tra i paesi candidati alla fine l’ha spuntata la Bolivia, un pallino di Vlao, che da tempo sognava di calpestare i mitici salares.

Martimarti ha appoggiato la scelta e l’idea è stata condivisa anche dalla doganiera Ele che, come primo viaggio di Avventure, ha deciso saggiamente di affidarsi allo scoordinatore Vlao. Ad arricchire la spedizione anche il mitico Jean che, dopo le scorribande in Thailandia, ha deciso di non perdersi la possibilità di una gita sulle Ande.

Dopo la classica fase di suspence tipica di AnM… il tira e molla tra il parto e il non parto… finalmente il gruppo si è formato ed anzi si è addirittura chiuso! Strano per una partenza in Ottobre inoltrato con tanto di gruppo parallelo in formazione…

16 membri di equipaggio per la missione boliviana. Anconetani, milanesi, sardi, parmensi, torinesi, toscani, laziali… doganieri, medici, operatori turistici, veterinari, mugnai… abbiamo di tutto nel nostro gruppo misto.

Sopra i tetti del monastero di San Filippo Neri - Sucre

Sopra i tetti del monastero di San Filippo Neri – Sucre

Evitato lo spauracchio scioperi partiamo dall’Italia per intraprendere il nostro lungo spostamento. Visitiamo diversi aeroporti prima di giungere a quello di Sucre dove, dopo un giorno per aria, inizia il viaggio vero e proprio. Se non fosse che mezzo gruppo si ritrova senza bagagli si potrebbe dire che, fino ad adesso, tutto sia andato liscio.

Abbiamo mezza giornata per visitare la capitale legislativa boliviana e decidiamo di gestircela “fai da te”. Pranziamo in centro e poi ci dirigiamo, percorrendo una lunga salita, al belvedere della Recoleta dove ci meritiamo una sosta birra al bar gestito dall’onnipresente italiano.

Prima del tramonto ci facciamo una passeggiata sui tetti del Convento di San Filippo Neri dopo di che ci fiondiamo a mangiare in un ristorante del centro. Ottimi piatti di carne ed una fresca Paceña inaugurano la lunga serie di cene in terra boliviana.

Andiam andiam... andiam a lavorar alle miniere del Cerro Rico

Andiam andiam… andiam a lavorar alle miniere del Cerro Rico

L’altitudine non da problemi a nessuno, ma il bello arriva adesso, come prima tappa abbiamo in menù le miniere del Cerro Rico, 4.090 metri sul livello del mare.

Arriviamo a Potosì dopo una lunga sessione di pulmino, veniamo bardati come provetti minatori, stivali, casco e torcia frontale dopo di che passiamo per il mercato per rifornirci di doni da portare ai lavoratori sotterranei.

Il pacco dell’operaio comprende una dotazione di foglie di coca da masticare vita natural durante, l’amaro del minatore consistente in una boccetta in plastica piena di alcol 95° probabilmente non atto al consumo umano, un candelotto di dinamite con tanto di miccia, ideale per velocizzare il lavoro, e un pacchetto di cigarillos da offrire al diavolo della miniera come buon auspicio per lo scavamento. A seguito di dubbi sulla sicurezza decidiamo di tralasciare la fornitura di dinamite, mentre soprassedendo sulle conseguenze sanitarie legate agli altri doni partiamo alla volta della miniera.

L’ingresso del tunnel, le rotaie e i carrellini ricordano tanto i film di Indiana Jones. Chinandoci giusto il dovuto e forse un po’ meno, dato l’elevato numero di testate sulle travi, ci inoltriamo nel buio cunicolo. Le nostre torce illuminano dove mettiamo i piedi ed i nostri stivali si immergono nella fanghiglia. Raggiungiamo i lavoratori che becchiamo in piena pausa mentre si gustano una sana sigaretta trasformando in fumo la poca aria presente in loco.

Pausa caffè per i minatori di Potosì

Pausa caffè per i minatori di Potosì

Facciamo la nostra offerta al diavolo della miniera e dopo un’ora e più di visita non vediamo l’ora di tornare all’aria aperta. Pensare che questi ragazzi passano la maggior parte della loro giornata al buio sottoterra ci lascia una sgradevole sensazione addosso, la guida però ci rinfranca dicendoci che quando la loro capacità polmonare scende sotto il 50% hanno diritto di smettere di lavorare e di godersi la pensione

Nessuno coglie l’occasione per lasciare un curriculum vitae perciò abbandoniamo alla svelta i panni da minatori e lasciamo al suo destino la ridente cittadina di Potosì. Manca ancora tanta strada per raggiungere Tupiza dove passeremo la nottata a “bassa quota” 2.850 metri slm per i evitare i malanni dovuti al soroche.

BOLIVIA CILE 2017

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Episodio 1 La lunga rotta verso Sucre e le miniere di Potosì Sei qui
Episodio 2 Le quebradas di Tupiza e la Ciudad de Roma link
Episodio 3 Le prime lagune e la frontiera cilena link
Episodio 4 San Pedro de Atacama e l’altopiano boliviano link
Episodio 5 La laguna negra e Italia-Bolivia 7-6 link
Episodio 6 Il Salar de Uyuni e il vulcano Tunupa link
Episodio 7 Addio jeep, in pullman verso La Paz e Titicaca link
Episodio 8 Alieni a Tiwanaku e la Carretera de la Muerte link
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Il processo di disintegrazione calcistico

Postato da Vlao IL 14 novembre 2017 - 21:36 Aggiungi Commento
Continua il processo di disintegrazione delle squadre di calcio tifate da Vlao. Dopo l'ennesimo fallimento estivo dell'Ancona, sprofondata dalla serie C alla prima categoria, Vlao pensava di aver toccato il fondo in ambito pallonaro. Il dover pensare che i biancorossi, quest'anno, si trovassero ad affrontare corazzate del calibro di Borgo Minonna, Portuali, e San Biagio è stata una bella tortura. Ma vedere addirittura perdere i dorici in tv con Le Torri Castelplanio (n.d.r. Vlao non ha ancora  abbastanza pelo sullo stomaco per presentarsi allo stadio e tifare Mastronunzio & C.) è stato un vero calcio sugli zebedei. Ma a tutto questo scempio non c'è fine. Dopo lo zero a zero di ieri con la Svezia ...

Xiaomi Mi Vacuum: la governante cinese

Postato da Vlao IL 13 ottobre 2017 - 17:58 Aggiungi Commento
Un nuovo acquisto tecnologico in casa Vlao. Dopo aver contaminato le Marche di cellulari Xiaomi (link) ed essere diventato rappresentante non ufficiale del marchio cinese, con il benestare convinto di Martimarti, è arrivo in casa un ulteriore gadget tecnologico made in PRC. Sta volta l’aggeggio viene in aiuto alla gestione domestica e, nell’idea degli acquirenti, va a sostituire o comunque a dare man forte al mitico e sempre efficace Dirty Devil (link). Si tratta del Mirobot Vacuum un robot aspirapolvere di ultima generazione, gestibile completamente online con l’apposita app. La Signora Lhan, è questo il nome con cui è stata ribattezzata la meticolosa governante cinese, può essere programmata o attivata a distanza ...

Plata o plomo? Narcos

Postato da Vlao IL 27 settembre 2017 - 17:11 1 Commento
I consigli audiovisivi di Leorol vanno presi con il beneficio d'inventario, dato il ritmo con cui si divora film, uno barra due al giorno, è facile che nel suo repertorio finiscano produzioni di dubbia qualità. Possiamo dire che negli anni i sui criteri di selezione si sono ammorbiditi e se prima si limitava ai film da tre pallini in su... ora è facile che si imbatta in lungometraggi da due, una o addirittura zero palline. Per ovviare a questa inesorabile perdita di qualità, Leorol, con sommo dispiacere di Lorybeth, ha integrato la sua dieta cine-matografica aggiungendo una buona dose di serie TV. All'inizio ha ...

Tuttothai – e per finire Bangkok!

Postato da Vlao IL 5 settembre 2017 - 18:54 Aggiungi Commento
Il taxiboat dei poveri ferma a pochi passi dal nostro hotel e ne approfittiamo per avvicinarci al palazzo reale. La pioggia caduta in mattinata, trasformata in vapore acqueo dal primo sole, rende la giornata ostica anche a turisti grintosi come noi. [caption id="attachment_7167" align="alignright" width="300"] Il palazzo reale[/caption] A complicare le cose ci pensa la security all'entrata del palazzo che applica la door selection in maniera inflessibile sbattendo la porta in faccia a Matach, Vlao e Davide ed ai loro osceni pantaloncini. Espulsi senza appello, i tre sono costretti ad andare alla boutique appositamente situata davanti all’ingresso per accaparrarsi dei pantaloni alla bragalona con ...

La Vlao Super Hot Sauce

Postato da Vlao IL 29 agosto 2017 - 16:17 Aggiungi Commento
Quando l’anno scorso hanno assaggiato quel peperoncino giallo Leorol e Vlao non sapevano a cosa andavano in contro. Incuriositi dall’effetto atomico, con una rapida ricerca su internet si è poi scoperto che quello che avevano sulle papille gustative era un Trinidad Scorpion n° 3 nella classifica dei peperoncini più piccanti al mondo. Con 1.300.000 gradi di Scoville si piazzava appena sotto allo spray al peperoncino utilizzato come arma dalla polizia americana! Per rendervi l’idea i “normali” peperoncini calabresi arrivano a 15.000 gradi! [caption id="attachment_7019" align="alignright" width="250"] Il temibile Scorpion Giallo![/caption] Una volta presa coscienza della potenza del frutto incendiario coltivato inconsapevolmente in terrazzo da ...

1905-2017 biancorossi eravamo noi

Postato da Vlao IL 18 agosto 2017 - 18:24 Aggiungi Commento
Siamo abituati a tutto, fallimenti, retrocessioni, fusioni, ne abbiamo passate di cotte e di crude e, bene o male, siamo sempre ripartiti…. ma sta volta no, questa è la parola fine sul calcio ad Ancona, una città di 100.000 abitanti che si ritrova senza uno straccio di squadra e con uno stadio da 20.000 posti che farà la fine del Colosseo nel giro di qualche anno. Ancona è un buco nero per lo sport, inesistente a basket, a pallavolo e ora anche a calcio. Una delusione veramente grossa non poter più tifare orgogliosamente i propri colori. Penso proprio sia uno scandalo ...

Moscioli e Sardoncini… altro che Pad Thai

Postato da Vlao IL 1 agosto 2017 - 15:22 Aggiungi Commento
[caption id="attachment_6762" align="alignright" width="189"] Moscioli quasi pronti![/caption] Raduno a base di Moscioli e Sardoncini scottadito per i reduci del Tuttothai. Vlao e Martimarti si sono dati un bel po’da fare per organizzare al meglio il weekend alle falde del Monte Conero. Nonostante qualche assenza inevitabile le lusinghe anconetane hanno comunque attirato nelle Marche i ravennati, Davide&Laura ed gli ex-Brexit, ormai rimpatriati, Matach e Littlelaura. Per accogliere gli ospiti, per prima cosa, è stata predisposta una cena in terrazzo con gli invitati usati come cavie dai padroni di casa per testare un sughetto a base di moscioli e pomodorini, una fiamminga di sardoncini ...