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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 21 marzo 2018 - 12:21

La portita Martinita, è così che comincia sempre la giornata, con Palermo che fa presente a Martimarti che ha chiuso con troppo garbo lo sportello del Land Cruiser.

L'Italia Perdida

L’Italia Perdida

I nostri autisti vivono in simbiosi con il loro mezzo e non hanno bisogno di spie o avvisi elettronici per capire qualsiasi anomalia, basta il loro attento orecchio.

Questi gipponi rudi e crudi non sono abituati alla grazia della gente di città, affrontano di tutto lungo il loro percorso, sassi, sabbia, acqua, fango, vento, freddo, caldo… e superano qualsiasi cosa senza battere ciglio e i nostri driver li conoscono a memoria, buon per loro e per noi, dato che in caso di guasto in mezzo al nulla boliviano, l’unica soluzione per andare avanti è il fai da te.

Passato il check up iniziale, foglia di coca in bocca e si parte per la prima tappa della giornata: l’Italia Perdida. Una sorta di canyon roccioso chiamato così da quando un italiano si è perso nei suoi meandri senza più uscirne. Noi ci sparpagliamo nella zona cercando di non emulare il leggendario, e quando Mauricio, urlando, ci richiama all’ordine, troviamo tutti la via del ritorno senza perdere nessuno degli effettivi per strada.

Laguna Negra

Laguna Negra

Continuiamo il nostro viaggio con la visita dell’ultima delle nostre lagune, la Laguna Negra. La raggiungiamo con una breve passeggiata sopra un soffice manto muschiosoTra i lama che brucano, arriviamo a questo specchio d’acqua che, con le sue sfumature erbose, si differenzia da tutte le altre pozze precedentemente avvistate.

Ci godiamo il pranzo all’aperto e, dopo una sosta al bagno inca, ci dirigiamo di gran carriera verso l’agognato hostal de sal che ci ospiterà per la notte ai margini del Salar de Uyuni.

Rimaniamo stupiti dai suoi interni, a terra non ci sono mattonelle, ma uno strato di sale grosso, le pareti sono fatte di mattoni di sale, anche il letto e i comodini sono di sale!! Qualcuno non ci crede e da una leccatta al muro confermando la nostra prima impressione. Abbiamo un po’ di tempo libero e approfittiamo per organizzare un football match nell’immancabile campo da calcetto presente in ogni pueblito che si rispetti.

Chuvica Stadium

Chuvica Stadium

Cinque contro cinque, da una parte la Bolivia con Palermo, Gonzalo, Raul e due giovani virgulti assoldati al momento in sostituzione di Ector e Mauricio alle prese con l’Imodium, dall’altra l’Italia con Vlao, IlCanno, Paolo, Tiwanaku e Piero sostituito poi in corsa dal pluriavventuriero Giovanni.

Dopo una prima fase di studio, ricca di scontri a centro campo e qualche intervento al limite del regolamento, la partita si accende, segno che nessuno ci sta a perdere! L’altitudine accentua il fiatone degli azzurri che ogni tanto sparano la palla in tribuna per riprendere le forze.

Nonostante tutto la tattica palla lunga e pedalare per sfruttare il gioco aereo, su cui i sudamericani nulla possono, premiano la nostra rappresentativa che si impone 7-6 con il golden goal di Vlao segnato in piena notte su assist del Canno che per i tre punti ci rimette uno zebedeo.

Dopo aver dato tutto per la maglia, la giusta ricompensa è una bella cena a base di vincisgrassi boliviani che vengono inesorabilmente spazzolati nel giro di pochi minuti… come da italica antica usanza. E dopo il terzo tempo, via veloci con il quarto… tutti a nanna… domani ci aspetta il Salares!

BOLIVIA CILE 2017

Indice

Episodio 1 La lunga rotta verso Sucre e le miniere di Potosì link
Episodio 2 Le quebradas di Tupiza e la Ciudad de Roma link
Episodio 3 Le prime lagune e la frontiera cilena link
Episodio 4 San Pedro de Atacama e l’altopiano boliviano link
Episodio 5 La laguna negra e Italia-Bolivia 7-6 Sei qui
Episodio 6 Il Salar de Uyuni e il vulcano Tunupa link
Episodio 7 Addio jeep, in pullman verso La Paz e Titicaca link
Episodio 8 Alieni a Tiwanaku e la Carretera de la Muerte link
 Extra  Foto Album  link
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Categorie: novità, sciapate, viaggi

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