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Vlao il 21 dicembre 2016 - 17:10

raicinema300Vlao è sempre un po’ prevenuto, quando guarda un film e tra i titoli iniziali vede quel pannello blu con rai cinema scritto in bianco sa già che ha molte probabilità di trovarsi di fronte al solito film insulso italiano.

Il 90% delle volte quel pannello porta direttamente alla solita commediuccia senza il minimo di spessore, con i soliti attori che si riciclano facendo la solita minestra. Ma a volte c’è anche la remota possibilità che nasconda una insperata sorpresa.

Una sorpresa, come La mafia uccide solo d’estate, esordio in cellulosa di Pif, la iena che ha deciso di portare sul grande schermo la sua infanzia, la sua Palermo e la pesante presenza di Cosa Nostra negli anni 70-80-90. Un film commedia che riusciva a far sorridere e, nello stesso tempo, a far pensare riportando alla memoria fatti di cronaca nera che hanno segnato l’Italia in quella stagione.

La famiglia Giammaresi

La famiglia Giammaresi

Sulla scia del successo del lungometraggio la Rai ha prodotto anche la serie TV andata in onda proprio in queste settimane su RaiUno.

Anche qua Vlao, curioso di vedere se si trattava di un prodotto di qualità o di una minestra riscaldata, ci è andato con i piedi di piombo, ma è rimasto piacevolmente sorpreso dalle prime puntate e ha seguito poi, con entusiasmo, tutti e dodici gli episodi per una volta in diretta, invece che piratati!

Con un cast differente dal film e con un Pif presente solo come voce narrante, la prima serie della fiction ha ripercorso la fine degli anni settanta vissuti della famiglia Giammaresi e segnati dai fatti di cronaca e dagli intrecci personali dei suoi componenti. Salvuzzo, Lorenzo, Pia e Angela… senza scordarci del mitico zio Massimo… sono tutti personaggi azzeccatissimi che, anche per merito dei bravi attori, hanno la capacità di raccontare la realtà condita con un pizzico di umorismo che rende il tutto più leggero.

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Mica può finire così…

E poi il bello di queste serie italiane è anche scoprire tanti nuovi dialetti… dopo il romano di Romanzo Criminaleè finito er tempo der perdono… mò è’r tempo der giudizzio!!!“, il napoletano di Gomorra L’ommo che po’ fa ammen’ e’ tutt’ cos’, nun tene paur e’ niente“, ora tante belle parole dal palermitano “A te le fece toccare le minne?” che stanno facendo diventare Vlao un vero poliglotta.

Per chi se lo fosse perso, fa ancora in tempo a recuperarlo con RaiPlay (link) per una volta il canone non è stato pagato invano.

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