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Vlao il 8 novembre 2013 - 16:56
Cucina indiana

Cucina indiana

Questa volta Vlao si è preso una grossa responsabilità, coinvolgere i colleghi doganieri nel pranzo etnico indiano.

Non proprio un salto nel buio, in realtà aveva testato tutto preventivamente qualche settimana fa quando, con il prode Iannittone e con lo Spatch, era andato in avanscoperta. L’esperimento aveva avuto tutto sommato un esito positivo, ma il campione non era rappresentativo del personale doganale. Lasciando stare Vlao, che mangierebbe di tutto a parte le cavallette, gli altri due erano esemplari atipici, il primo divoratore di ogni cosa dal kebab alle caramelle di Lourdes, il secondo viaggiatore e comunque avvezzo al cibo extraeuropeo e per palati fini.

Nonostante il rischio, le adesioni al pranzo alternativo sono state numerose, anche se Vlao non si aspettava di essere tradito dai vecchi compari Iannittone e Spatch che, piuttosto che saggiare le vaschette cuki dell’indianohanno preferito ripiegare rispettivamente sulla solita Cantineta e su di un pranzo frugale a base di cereali secchi. 

In compenso altri elementi di spicco dell’ufficio, Silvi, l’avvocata, il Messia, il Porraz, hanno aderito a scatola chiusa al pasto e si sono buttati in questa nuova avventura gastroculinaria.

Ristorante l'India

Ristorante l’India

La prenotazione aveva lasciato un atroce dubbio a Vlao, non pienamente certo che l’addetto al telefono fosse in grado di comprendere l’italiano. Certo, era palesemente impossibile chiedere informazioni circa i piatti, ma prenotare 7 menu a caso per le 13:15 poteva essere un’informazione in grado di essere compresa anche da un indiano appena arrivato da Calcutta.

Nonostante ciò, quando Vlao e il Messia vanno a ritirare la merce, scoprono che il centralinista non ha capito una mazza e il menù non esiste. A questo punto però non si possono permettere di tornare a mani vuote, quindi carta bianca allo chef asiatico che riempie due bustone con piatti a sua scelta. Lo sconto del 20% per il take away viene ampiamente compensato dai prezzi rigonfiati rispetto al menu del giorno, son furbi questi indiani che vi credete? Vlao e il Messia mettono mano sulla refurtiva, pagano l’addebito e si fiondano verso l’ufficio dove i colleghi affamati cominciano a dare segni di impazienza.

Le vaschette con numeri sinistri che svariano 25A al 51T non lasciano trapelare niente riguardo al loro contenuto. Si decide pertanto di aprire tutto contemporaneamente e, all’istante, la stanza si inebria delle flatulenze provenienti da mille tipi di spezie.

Antipasto di verdure fritte per tutti, riso basmati vegetariano e ai gamberetti, pollo al curry e ai peperoni, zuppa di quella che chiamiamo lenticchia, chapati e salsine varie verdi e rosse. Un rancio per un reggimento che assaliamo affamati sporcandoci le mani e sudando come indù.

Giacimento di pollo Tandoori

Giacimento di pollo Tandoori

Assaggiamo qua e là le varie leccornie accompagnando il tutto con una bottiglia di Kingfisher fresca. Ci saziamo di questo bendiddio e, solo quando abbiamo ormai finito, scopriamo che nell’ultimo cartoccio, che avevamo erroneamente battezzato come ulteriore piadina, scoviamo un giacimento di pollo tanduri con il suo caratteristico colore arancione fosforescente. Ormai siamo in ballo… e balliamo. I più coraggiosi addentano una coscetta e aggiungono un ulteriore puzzo alle mani già provate dai mille aromi.

Con la panza piena diamo una rapida pulita alla scrivania sbisunta della collega assente, ci asciughiamo il sudore dalla fronte e concludiamo con un caffettino italiano il lauto pranzo.

A parte la quantità abnorme tutti danno parere positivo all’esperimento, Vlao si compiace di ciò, ma avrebbe fatto sicuramente meglio ad attendere le recensioni del day after!

Già nel primo pomeriggio comincia a ricevere dal Porraz email che narrano di rutti all’essenza di cumino e curry, quando più tardi l’avvocata scappa dall’ufficio contorcendosi senza manco salutare, comincia ad intuire che possano esserci stati effetti collaterali.

Il mattino seguente, quando tutti si scambiano opinioni sulla notte insonne passata a digerire le amenità indiane, Vlao realizza definitivamente che l’esperimento è miseramente fallito… che colleghi poco etnici… la prossima volta, al massimo si potrà arrischiare un McDrive… così anche Susanna, la donna delle pulizie, non rischierà di capitolare vuotando i secchi dell’immondizia stracolmi di vaschette all’indimenticabile aroma indiano

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Categorie: novità, sciapate

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