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Vlao il 6 luglio 2011 - 15:00

The-National-+-Beirut---ferrara

Contro ogni pronostico Danske che era in forse non c’era, Danco che era sicuro c’era e Petrus era veramente già là! Per il concerto dei National + Beirut al Ferrara sotto le stelle 2011 siamo quindi in tre con quattro biglietti… i soliti esagerati. Giunti in loco con congruo anticipo, non ci resta che fare mente locale e procedere per tappe, più o meno forzate, cercando di centrare tutti gli obiettivi prefissati.

1- Piazzare il biglietto del Danskeforfettario, non prima però di aver recuperato quello di Petrus ordinato “telematicamente“. Impresa riuscita con il minimo sforzo visto che il concerto soldout ha concentrato diversi disperati personaggi in cerca di tagliando. Avremmo potuto spillare di più ma alla fine ci siamo accontentati di aver regalato la gioia ad una ragazza ticketless… nonchè di aver incamerato l’equivalente di un giro di birrozze per il dopo concerto.

2- Trovare qualcosa con cui sfamarsi. Bisogno primordiale soddisfatto dall’immarcescibile, come i suoi panini, McDonald’s (quello dei Flaming Lips, ricordi Danske???). Con un Big Mac o un Tasty abbiamo sedato i rantoli del nostro stomaco, ma nello stesso tempo abbiamo intriso le nostre mani del leggendario odore di fastfood. A questo punto non ci resta che fare un papis e dissudiciarci le mani, se non fosse che per entrare in bagno occorre un codice segreto contenuto nello scontrino, già inopportunamente ingoiato dalla macchina sparecchia vassoi. Con la classe degna dei migliori infiltrati, ci intrufoliamo in toilet appena esce qualcuno e riusciamo a completare le nostre operazioni anticipando l’intervento dell’irrequieto inserviente munito di mocho vileda.

3- Reperire la maglietta nazionale. Solo per questo punto bisognerebbe scrivere un libro, ma per non tediarvi vi riassumo in poche parole l’accaduto. Come tre perfetti idioti compriamo la stessa maglietta, uguale, accorgendoci solo dopo che quella nuvola con il lampo assomiglia più ad un gelato bigusto, e quello sperluccichio sinistro alla luce artificiale la rende praticamente immettibile. Se avete visto questa mattina qualcuno in giro per Urbino con una cosa del genere, ebbene, questo non può essere che Petrus che dichiara all’Ansa, ricredendosi, che “alla spietata luce del sole la bruttezza, quasi commovente, dellla maglietta, le dona una dignitosa ragione di esistere…” 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA4- Ascoltare il concerto di Beirut. Più di un’ora di musica per lui e la sua accozzaglia di orchestra con tanto di fisarmonica powered by Farfisa, trombe, trombette e tromboni che sprigionano quel ritmo balcanico che sa tanto Kusturica. Molta gente presente per Beirut, e una prestazione che sicuramente mi ha impressionato di più rispetto alla resa su disco. Un gruppo da studiare più scrupolosamente.

5- Assistere al fattaccio. Dei 18 riflettori autoroteanti si fulmina una lampadina, il tecnico delle luci si oppone e dice che a queste condizioni non può lavorare. Mezz’ora di disperati tentativi di riesumare il tungsteno perduto non servono a risolvere il problema. La diplomazia entra subito all’opera per scongiurare l’annullamento del concerto e il ritiro della squadra, un po’ come successe al Milan con il Marsiglia in Coppa Campioni. Alla fine si arriva ad un compromesso, il tecnico delle luci decide di operare, ma a patto che, a fronte del fulminamento del secondo riflettore da sinistra, venga disposto lo spegnimento del secondo da destra, così da mantenere intatta la simmetria della sua prestazione. Affare fatto. Tutti contenti, inizia il vero concerto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA6- Gustare la performance. I National si presentano sul palco al completo e iniziano a sciorinare il meglio del loro repertorio accontentando tutti i fan accorsi. Danco è in visibilio, Vlao rimane in verità un po’ amareggiato, meglio in cd che dal vivo, e nella sua testa comincia a serpeggiare l’idea di come poteva essere lo stesso concerto con al posto del cantante “nazionale”, un Eddie Vedder o un Bono Vox qualunque. Piotre dal canto suo appoggia l’impressione non particolarmente positiva sulla voce, estraniata in alcuni casi dal resto del gruppo. Questo, concordano tutti, non rende comunque negativo il bilancio generale anche se le alte aspettative della vigilia non vengono pienamente soddisfatte.

7- Ritornare a casa. La birrozza afterconcert è quello che di meglio si possa chiedere nella vita, insieme alla sedia dove riposiamo le nostre terga dopo aver passato ore ed ore a sovrastare lo spilungone di turno. Dopo una breve, ma non troppo, discussione sul mercato concertistico nazionale e dopo aver rivangato i tempi belli del Frequenze Disturbate, siamo pronti a far rotta verso Bologna, dove al metano di Via Stalingrado separiamo gli equipaggi e ci fiondiamo sull’A14 che ci porterà a casa alle 4 passate, pronti per una nuova, dura e stressante giornata lavorativa.

Ah no… giusto… dimenticavo… oggi ho preso le ferie! 😉

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3 commenti

  1. danske ha detto:

    me lo so perso, ma indirettamente v’ho offerto le birre per scusarmi… fuck 3mountains!

  1. […]  I Nazionali live @ Ferrara sotto le stelle: Concerto sold-out per l’unica data dei National in Italia. Per molti ma non per tutti. […]

  2. […] si è dovuto dire addio a Piazza Castello fantastica cornice dove avevamo apprezzato i National (link) e i Flaming Lips per ripiegare sul […]

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