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Vlao il 6 dicembre 2017 - 16:26

Il nostro gruppo è iperattivo e, anziché fare il classico giro delle Quebradas a bordo delle jeep, decide di visitare la zona intorno a Tupiza con mezzi alternativi.

La nostra Patrol alle prese con le Quebradas di Tupiza

La nostra Patrol alle prese con le Quebradas di Tupiza

Ideale è, in questo senso, il famigerato Triathlon, che da queste parti comprende jeep, cavallo e bicicletta, ed è, di gran lunga, il miglior modo per godersi i suggestivi canyon “western” della zona.

Dopo un prima parte dove ci godiamo i diversi siti spostandoci su quattro ruote, passiamo senza battere ciglio alle quattro zampe dei nostri cavalli. Vestiti da perfetti cowboy saltiamo in sella emulando le scene viste nei film di Sergio Leone.

Ben tre ore di cavalcata abbiamo in menu e, data la nostra esperienza pari a zero, questa idea potrebbe trasformarsi facilmente in un incuboMartimarti inizia subito con brio, il suo irrequieto equino parte subito a razzo. Dopo un primo momento di panico totale però la cowgirl, non si sa in che modo, riporta all’ordine il quadrupede e miracolosamente si accoda agli altri.

Per fortuna, da lì in poi, a tirare il gruppo ci finisce Piero che, con il suo ronzino, mantiene una velocità costante al limite del soporifero che azzera le fughe involontarie. 

Tutti in fila indiana

Tutti in fila indiana

Attraversando scenari degni di uno spaghetti western procediamo guardinghi in attesa di un’imboscata degli indiani.

I nostri cappelli a falda larga, oltre a darci un piglio professionale, ci proteggono dal sole a piombo che, però, ci ustiona inesorabilmente mani e avambracci. Ci arrampichiamo su qualche cresta per avere una migliore visuale, ma nessun pellerossa sembra esserci all’orizzonte.

Completiamo la nostra ronda e ritorniamo al posto di partenza dopo di che, con le jepp cariche delle nostre biciclette, ci arrampichiamo su per una lunga salita sterrata che percorreremo in discesa su due ruote.

Superiamo alla grande questa che può essere definita la vera prova del nove in previsione della Carretera de la muerte che ci toccherà a fine viaggio. Nonostante i nostri mezzi non siano proprio di prima categoria, nessuno ha difficoltà ad arrivare all’arrivo fissato davanti al nostro hostal, che riconosciamo dal caratteristico chiostro trasformato in lavanderia che, con tutti quei panni stesi, fa tanto Napoli.

Per cena ci aspetta il pork on the cross tipica pietanza boliviana che consiste in un porceddu intero cotto alla brace per ore ed ore. Il risultato è squisito, ma data anche la giornata impegnativa non tutti sono sazi a dovere e, capitanati da “pozzosenzafondoIl Canno, nel dopocena ci trasferiamo alla pizzeria Milano dove possiamo gustare fantastiche speedypizza margherita e brindare con sontuose spremute di frutta al recupero dei bagagli dei milanesi.

La mitica Ciudad de Roma

La mitica Ciudad de Roma

Il giorno dopo siamo pronti a partire per il tour “lagunas y salares”. Facciamo conoscenza con i driver e le cuciniere che ci assisteranno per i prossimi giorni e ci imbarchiamo sulle nostre 4×4.

Prima tappa è la cosiddetta Ciudad de Roma che raggiungiamo percorrendo una lunga pista sterrata. Arrivati al belvedere facciamo una piccola camminata combattendo contro il vento gelido che sferza sulle rocce e che raffredda il radiatore della Patrol che fuma già dopo la prima ripida salita.

Riusciamo ad avvicinarci un po’ alla formazione rocciosa che, con un po’ di immaginazione dovrebbe riportare alla mente San Pietro e lo skyline romano, teoria immediatamente smentita col la tipica caustica acidità dal parmense, romano di adozione, Nicsnics

Rinfreddoliti, il giusto che basta, torniamo indietro per prendere posto nelle camere multiple dell’hospedaje basico che ci proteggerà per la notte. Dopo esserci gustati la cena al calduccio, passiamo la serata facendo giochi di società tipo Lupi e Contadini condotto egregiamente da MasterAle che, aprendo e chiudendo gli occhi alla gente, fa si che quando è di nuovo giorno… muoia inesorabilmente una persona.

Le indagini per smascherare i lupi sono complicate, un po’ perché non capiamo bene il meccanismo del gioco, un po’ perché per qualcuno non è facile ricordarsi i nomi, l’apice si raggiunge quando Martimarti accusa più volte Paolo mentre lo stesso giace a letto da ore con i sintomi del soroche

Andiamo a dormire salutando il radiatore della jeep che giace smontato nella fontanella in cui ci laviamo i denti… speriamo che per domani sia in grado di tornare a fare il suo sporco lavoro… 

BOLIVIA CILE 2017

Indice

Episodio 1 La lunga rotta verso Sucre e le miniere di Potosì link
Episodio 2 Le quebradas di Tupiza e la Ciudad de Roma Sei qui

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Categorie: sciapate, viaggi

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