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Vlao il 14 luglio 2017 - 17:37

concerti-2017okPrendendo in prestito il nome di un gruppo Facebook nato per ottimizzare i viaggi verso gli eventi live del paese, volevo fare un riassunto della stagione concertistica 2017 che sta andando a gonfie vele con un Vlao in grande spolvero che, assecondato nei suoi piani da Martimarti, ha già messo in bacheca tre bei appuntamenti… cosa che non si vedeva da tempo immemore!

Sarà che quest’anno hanno messo piede in Italia praticamente tutti, così in tanti da rendere obbligatoria una dolorosa cernita. Niente di fatto quindi per Eddie Vedder (chissà quando tornerà solista qui da noi… forse sarà più facile rivederlo con i Pearl Jam?), Alt-J (una ripassatina ci stava sono passati cinque anni da quella volta al Bronson!), Flaming Lips (che spettacolo memorabile al Ferrara sotto le Stelle nel lontano 2006!!!), Sigur Ros (in fondo Vlao li ha già visti 3 volte e poi suonano sempre da Milano in su!), Le Luci della Centrale Elettrica (niente classico appuntamento col Vasco nazionale quest’anno), Brunori Sas (Vlao l’avrebbe ascoltato con piacere, ma le loro strade non si sono incrociate).

Nonostante questa serie di pesanti assenze, come dicevamo, il 2017 passerà alla storia comunque come un anno prolifico.

denteuniversityTutto è partito con il concertino, intimo, tranquillo, per un pubblico ristretto, quello che Dente in versione unplugged ha messo in scena alla facoltà di ingegneria di Ancona. Concerto low cost pensato per un pubblico universitario in mezzo al quale anche Vlao e Danske si sono mimetizzati con disinvoltura.

Nonostante l’ultimo pessimo disco, apripista del cosiddetto filone del cantautorato breve e dello stesso pietra tombale, il prode Dente ha messo in piedi un simpatico spettacolo. Solo sul palco, accompagnato dalla sua chitarra, ha proposto pezzi del repertorio classico ed ha interagito con i presenti in aula magna rispondendo anche alle domande nel dibattito che ha sostituito l’obsoleto bis, glissando solo sull’origine del suo curioso nome.

Dopo il concertino di riscaldamento non poteva mancare un concertone, con tanto di biglietti presi con ampio anticipo e trasfertona in dayhospital a Firenze. La macchinata composta da Vlao, Martimarti e Danco è approdata nel tardo pomeriggio al Parco delle Cascine dove, in attesa del gruppo rock icona dell’ultimo ventennio, si sono goduti la performance di James Blake, una spalla d’eccezione.

I 50.000 che gremivano l’ippodromo hanno reso un po’ difficile l’orientamento di Danco che ha fallito miseramente la conversione dei token in birra facendo inutilmente mezz’ora di fila per i panini con la salsiccia. Per sorseggiare luppolo, sulle note dei bassi tellurici dell’albionico, si è dovuta scomodare la più scaltra Martimarti che ha scongiurato così il rischio di tornare a casa con le preziose fiches inutilizzate.

Nonostante la luce del pomeriggio abbia reso l’atmosfera meno intrigante pezzi come Retrograde, Limit to your Love hanno fatto comunque un’ottima impressione anche live.

radiohead-live-firenze-1Quando sono saliti sul palco i Radiohead, l’atmosfera si è accesa definitivamente. Nonostante la posizione guadagnata fosse un po’ troppo arretrata, tale da rendere il concerto quello con minore visibilità nella carriera di Danco, lo spettacolo è stato comunque memorabile, figlio di una scaletta che ha pescato dall’infinito repertorio dei cinque di Oxford.

Nel ventennale dall’uscita di OK Computer non potevano mancare classici del calibro Karma Police, Exit Music, Airbag, Lucky ma lo show ha spaziato ovunque con brani storici tipo Street Spirit e Fake Plastic Trees, altri presi dal nuovo album Daydreaming, Full Stop e le immancabili Everything in its right place e Idioteque dal mitico Kid A. Il tutto condito da Pyramid Song, espressamente richiesta da Vlao. Anche Martimarti ha apprezzato lo spettacolo al quale è potuta arrivare preparata grazie ad ore di studio della compilation appositamente creata per fornirle una infarinatura di base sui testadiradio.

the-xx-romaA concludere il trittico di concerti c’è da menzionare la tappa romana degli XX. Gruppo inglese in costante ascesa e che, dal vivo, ha saputo scaldare ancor di più questa estate già torrida. Il trio, chitarra, basso ed elettronica, nonostante un merchandising indegno, ha piacevolmente sorpreso Vlao e Martimarti che hanno seguito il concerto con tanto di cappello Postepayrock giallo fosforescente in testa.

Inizio da brivido con l’ormai mitica Intro e via via quasi tutte le altre canzoni, visto che hanno solo 3 dischi alle spalle penso che ne avranno tralasciate veramente poche, pescandone anche una dal disco solista di Jamie XX!

Nonostante questo qualcuno si è lamentato per la durata esigua del concerto, un’ora e un quarto circa, ma evidentemente di più non potevano fare, non sono i Radiohead. Certo però che almeno un bis, o un dibattito alla Dente potevano concederlo!

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