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Ora Vlao abita qui

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Vlao il 26 gennaio 2016 - 15:55

Sti cinesi ne sanno una più del diavolo. Hanno capito che per prendere per la gola gli italiani non basta più il pollo alle mandorle e gli involtini plimavela. I vecchi ristoranti con tanto di tavolino girevole e pietanze cinesi europeizzate sono ormai superati.

Per sfondare nel mondo della ristorazione italica, ormai saturo di ristoranti casarecci, bistrot di tendenza e classiche pizzerie, si sono inventati un nuovo vincente metodo di abbuffamento. Soddisfando la mitica locuzione, se magna bè e se spende pogo, portata alla ribalta dallo storico ristorante “i cavalli” di spaccaossiana memoria, si sono ritagliati una buona quota di mercato attirando clienti da ogni categoria. Il giovane teenager affamato, il trentenne curioso, l’anziano all’avanguardia.

Vlao, Martimarti, Cometa, Bratz, Sasu e Mirkovic hanno voluto testare questa nuova tendenza culinaria esplosa, come in tutta Italia, anche ad Ancona.

Per una cena con i fiocchi i nostri hanno voluto saggiare la qualità dello sterminato buffet del Dad Wok pieno di cibarie di ogni forma, gusto e colore. Decine di metri di banconi self service sui quali si possono trovare specialità mangerecce tra le più eterogenee. Si va dai cappelletti ai noodles… dal churrasco al sushi… dagli affettati ai fritti… dal salmone alle salsicce… dal gelato ai pasticcini. Un panorama talmente vasto da poter accontentare anche i più raffinati.

Le regole sono chiare… prezzo fissoall you can eattutto quello che puoi mangiare. Una sorta di sfida con cui i cinesi vogliono mettere a dura prova lo stomaco dei commensali. Attenzione però a non avere gli occhi più grandi della bocca, lo stuolo di signorine con gli occhi a mandorla che sbattono violentemente i piatti con gli avanzi nei carrellini per lo sparecchiamento, hanno licenza di emettere multe salate nei confronti di chi spreca.

Armati di molletta per contrassegnare i piatti da recapitare al tavolo, Vlao, Martimarti e Sasu si sono subito buttati sul pesce “fresco” facendo incetta di gamberetti, tranci di pesce spada, polipetti, salmone… tutti di dubbia provenienza. Bratz ha optato per un piatto dietetico a base di cappelletti, fagiolini e patate lesse. Mirkovic e il Cometa invece hanno virato verso il “finto brasiliano” churrasco fai da te e carni varie di filiera ignota da far cuocere ai grigliatori che preparano, in una catena di montaggio di cui sarebbe andato fiero Henry Ford, i piatti che vengono poi consegnati agli insaziabili clienti. Nel mentre che il processo di cottura raggiunge la fine, per ammazzare il tempo, è consigliato imbastire un’altra portata con specialità thailandesi, cinesi, giapponesi, emiliane, etc.

Il mastodontico buffet

L’aria del locale è imperniata dagli odori dei vari piatti che si mischiano a volte disgustosamente. E’ facile che mentre stai mangiando un gamberetto alla griglia venga al tuo naso un olezzo di pollo alla brace, oppure mentre addenti un dolcetto alla crema ti viene una svampata di pesce fritto

Malgrado questi piccoli inconvenienti i nostri si sono difesi bene, nessuna multa dalle cinesine e tutti in partita fino all’ultimo assaltato al bancodolcifrutta. Alla fine della performance tutti si sono detti soddisfatti per aver ottimizzato i 18,90 euro bevande escluse di conto, ma sono rimasti con il sentore che si sarebbe potuto fare di meglio.

I nostri purtroppo non hanno più vent’anni e hanno perso l’appetito dei tempi migliori, inoltre non sono stati nemmeno a digiuno per qualche giorno come si consiglia sempre prima di affrontare una prova del genere. Sarebbe stato bello vedere all’opera in un test probante come questo gente del calibro di Bartelt o Iannittone, magari pesandoli all’entrata e all’uscita per ottenere una stima abbastanza precisa di quanto si sarebbero potuti inghiottire.

Per la prossima volta faremo una convocazione ragionata portando in campo il meglio che il mercato dei divoratori ci possa offrire… gli sprovveduti cinesi non hanno la minima idea di che persone si troveranno di fronte.

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Categorie: all, cenozze, sciapate

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