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Vlao il 14 gennaio 2011 - 19:20
1. Sufjan Stevens The Age of Adz

Se avete già ascoltato Illinois del 2005 sapete già di chi stiamo parlando. Se invece è la prima volta che lo sentite nominare sarà il caso di recuperare il tempo perduto. I due dischi, bellissimi, non hanno nulla a che spartire tra loro, sintomo che Sufjan non è uno come gli altri.

2. Massive Attak  Heligoland

Anche se è stato anticipato da un EP nel 2009 è il 2010 che segna il ritorno sulle scene dei Massive Attack. A 7 anni dall’ultimo disco in studio, 100th Window, ecco di nuovo trip-hop allo stato puro come solo la band di Bristol sa sfornare.

  3. John Grant  Queen of Denmark

John è il cantante dei Czars che con l’aiuto di parte dei Midlake ha sfornato il suo primo disco solista. Ignorando ampiamente chi siano Czars nonchè l’intera produzione dei Midlake non so dirvi se questo lp contenga spunti presi da qua o da là, so solo che è un gran disco!

   4. Beach House Teen Dream 

Se non fosse per la copertina, peggiore addirittura di quella di Giovanni Grant, avrebbero meritato il podio. 10 tracce di dream-pop molto apprezzabili, ben curate, eleganti e varie. Provare per credere! 

   5. Loscil  Endless Falls 

In classifica annuale un po’ di elettronica, ambient, cosmic music o come diavolo volete classificare questo disco ci sta proprio bene! A Vlao piace ascoltare questo genere, pieno di melodie stagnati e circolari, con quell’andamento simile al magma e con quei bassi profondi che fanno inevitabilmente tremare i vetri.

   6. National  High Violet 

I “Nazionale” non sono proprio gli ultimi arrivati nella scena musicale  e il loro ritorno era atteso con grande interesse. Possiamo dire che non hanno fatto un buco nell’acqua, ma ci rimane quell’amaro in bocca essendo convinti che possano dare di più, Boxer [2007] rimane lontano.

   7. Fuzzy LightsTwin Feathers

Al contrario di quanto dicono in molti questa è la prova che il post-rock non è morto, e che c’è la possibilità di creare qualcosa di nuovo senza ripetere le stesse cose all’infinito.

   8. Tunng …and Then We Saw Land 

Disco piacevole privo di passaggi a vuoto che scorre via bene per tutti i suoi 47 minuti di durata. Un mix sapiente di folk, elettronica e altri 100 ingredienti che creano una ricetta davvero particolare. Per Vlao però… è troppo spensierato!

   9. Anathema  We’re Here Because We’re Here

Su Ondarock non sono nemmeno recensiti, ma dopo aver scoperto quel gioiello di A Natural Disaster [2003], Vlao non può farsi sfuggire ogni loro ulteriore produzione. Sono lontani i tempi in cui facevano Heavy Metal, e chi li ricorda ancora così è ora scossa che si ricreda.

   10. Arcade Fire  The Suburbs

Non metterli nemmeno in classifica sarebbe una punizione che non si meritano, in fondo qualcosa di buono in questo Suburbs c’è, ma Vlao non li digerisce molto… sono troppo confusionari! Sopravvalutati???

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4 commenti

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  2. […] la Top of the Rock edizione 2013 che va ad aggiungersi alle vecchie list targate 2007-2008-2009-2010-2011-2012 nella scia del bel vizietto che Vlao si porta dietro da un po’ di […]

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